
Emanuela Nava prima di diventare scrittrice a tempo pieno è stata attrice di teatro, pubblicitaria e sceneggiatrice televisiva. Per cinque anni ha collaborato alla trasmissione per bambini "L'albero azzurro", in onda su Raiuno. Emanuela, che è nata a Milano, adora viaggiare e nelle sue storie è spesso presente il continente africano come nei libri E da quel giorno… e Coccodrilli a colazione o Kuri kuri.
«La mia passione per l’Africa» racconta Emanuela Nava « nasce dai tanti viaggi fatti negli anni novanta. Viaggi spesso senza mappe, a piedi, in taxi brousse, in treno. Ho visitato molti paesi, tornando ogni volta a casa con l'impressione che il viaggio fosse durato troppo poco e che ci fosse ancora tanto da vedere e ascoltare. Vibravo di gioia al pensiero che la natura indomabile, come disse Moravia, mi avesse accolta, per esempio. O per come gli abitanti riuscissero anche nelle situazioni più disperate ad avere un atteggiamento di distanza un po' incantata. E poi la musica, sempre e in ogni circostanza. In Africa mi sentivo piccola, ma in una disposizione d'animo di completo abbandono. Amo però molto anche l’India, di cui ho scritto. Il mio legame con questo Paese nasce da mio figlio Kursid, un bimbo indiano che ho adottato quando aveva sette anni.»
Nella tua carriera di autrice per ragazzi hai scritto moltissimi libri, a quale sei più legata?
«Ci sono due libri a cui sono particolarmente legata "Sognando l'India", scritto con mio figlio, Khurshid, e "Mamma Nastrino".
"Sognando l'India" è il racconto romanzato dei primi sette anni di vita trascorsi da Khurshid in India, dove è nato. E' un dono reciproco che ci siamo fatti: lui permettendomi di scrivere un bellissimo libro, io aiutandolo a non dimenticare le sue meravigliose origini.
"Mamma Nastrino" è il simbolo del legame tra mamma e bambino che non si spezza mai, ma, al contrario di un guinzaglio, non lega, anzi spinge il figlio lontano. Spero che dia coraggio non solo ai bambini, ma anche ai loro genitori. Il vero amore è quello che dà la libertà. E in questo senso non c’è amore più grande di quello di un genitore che cresce i figli solo per spingerli nella vita.»
Come è nato il tuo ultimo libro, "Serpegatto. Il demone dell'amore" pubblicato da Salani?
«Il Serpegatto è nato da molte storie, molti sogni, molte suggestioni. Naturalmente è nato dall'amore e dai molti segreti che mi riserbo il diritto di rivelare solo all'età di ottant'anni!»
Sono in arrivo tue nuove storie?
«A Bologna per la fiera del Libro per Ragazzi uscirà "C'era una volta un nonno" edito da Sinnos. E' un racconto lieve e pieno di speranza che ha come argomento la morte. Un nonno, qualche tempo prima di morire, rivela ai nipoti di essere stato un grande viaggiatore e di avere assistito in Africa a funerali molto belli, con musica e canti. Quando morirà, i nipoti, senza paura e senza tristezza, gli faranno un piccola festa.»
Come mai hai scelto di partecipare al Fantasio Festival?
«Mi piacciono i festival letterari. Mi piacciono enormemente. Sono belli quasi come i ritiri spirituali. Conferenze, spettacoli, dibattiti, tanti amici: si allena la voglia di ascoltare e un po' meno quella di parlare.»
(A cura di Laura Ogna)
























