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Gianfranco Grisi

Può un bicchiere suonare? O l’insieme sconnesso dei tintinni di un campanaccio trasformarsi magicamente in melodia? Al Fantasiofestival sì, con il maestro Gianfranco Grisi.
Grisi, musicista eclettico, unisce ad una rigorosa formazione accademica una rara capacità creativa: ha scritto musiche di scena, colonne sonore per documentari, musica da camera, lavori per coro e orchestra e per teatro, come per esempio i Tre Preludi su poesie di Garcia Lorca, l'opera Luna per soli, coro di voci bianche e orchestra da camera, per l’ AGiMus, il Concerto d’ Arcadia per chitarra e orchestra, di cui ha diretto la prima a Monaco di Baviera con l'orchestra I Virtuosi di Praga. Grisi è, inoltre, fondatore e direttore dell'orchestra da camera Dissuono, dedita alla musica del Novecento. Dal 1989 è docente presso il Conservatorio “Bonporti” di Trento, sezione di Riva del Garda e dal 2001 presso il Conservatorio “Pollini” di Padova come esperto nel corso di Etnomusicologia, ma soprattutto, dal 1995, si esibisce dal vivo trasformando in pura magia i suoni che si originano da strumenti assolutamente originali: cristallarmonio, concertine inglesi e campanacci. Il cristallarmonio, in particolare, è uno strumento dalle sonorità davvero coinvolgenti, talvolta ipnotiche, tanto che un grande della composizione, se non il più grande, dedicò un concerto.
“Al cristallarmonio – spiega il maestro Grisi - Mozart dedicò un capolavoro, nell’ultimo periodo della sua vita. Il Mozart ebbe modo di ascoltare la glassharmonica la prima volta a Londra nel 1764, suonata da Marianne Davies, apprezzata virtuosa di questo strumento. Quindi, più tardi, la ritrovò in casa di Messmer (il medico mago che la usava proprio per eseprimenti di ipnosi, ndr) a Vienna, nel 1773, e ancora a Vienna, nel 1791, ultimo anno della sua vita, incontrò la virtuosa cieca Marianne Kirchgässner per la quale scrisse l’Adagio e Rondò KV 617 e completò un Adagio in do maggiore KV 356 (617a), ambedue in programma in questo concerto.Il senso di mistero che domina l’Adagio introduttivo ci fa ben comprendere come Mozart avesse intuito perfettamente la strana combinazione di sonorità arcaiche ed evanescenti proprie dello strumento. Il Rondò seguente è in realtà un rondò-sonata e riflette la perfezione formale propria dell’estrema fase creativa mozartiana. Il maestro interruppe addirittura la stesura della Zauberflöte per dedicarsi all’Adagio KV 617a, per glassharmonica sola”.
Lo strumento utilizzato da Grisi è una variante odierna, brevettata dallo stesso musicista e da lui ribattezzata Cristallarmonio. Si tratta di uno strumento del tutto manuale che consente di suonare in tutte le tonalità ed eseguire accordi fino a sei note simultaneamente.

Gianfranco Grisi sarà al Fantasiofestival con Cristalli di not(t)e il 16 e 17 aprile dalle 18 alle 20 all’Università per Stranieri, dove curerà anche il laboratorio Calici in concerto (dalle 9,30 alle 10,30 dalle 11 alle 12, dalle 12,30 alle 13,30, dalle 14,30 alle 15,30).


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