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Moony Witcher infanzia senza tutele |
La tragedia di Ciccio e Tore, per Moony Witcher, scrittrice di
romanzi per ragazzi e
giornalista è la «tragedia dell'adolescenza senza tutele» della quale,
se il loro padre
«risultasse innocente» la responsabilità sarebbe della «società che
uccide se stessa».
«Come è possibile - si chiede Witcher in una nota - che in pieno centro
di una cittadina
pugliese come Gravina in Puglia esista una palazzo diroccato, senza
protezione, senza
recinti che impediscano l'accesso? Chi doveva provvedere? Il Comune, le
istituzioni, i
privati proprietari? La storia di Ciccio e Tore, morti per gli stenti,
per il freddo e per
la fame, deve rimanere ferma nelle coscienze. Come quando accadde la
terribile vicenda di
Tommaso Onofri, il bimbo rapito e ammazzato a Casalbaroncolo».
«E quanti altri bambini - si domanda ancora la scrittrice - sono
spariti, morti, svaniti
nel nulla? Uccisi dalle madri, dai padri. Vittime di pedofili. E ogni
volta si dice che
dev'essere l'ultima. E la cronaca, puntualmente, ti riporta invece
nell'inferno della
realtà che mostra la faccia di una società che non è affatto a misura di
bambino. Le
famiglie non sono più a misura di bambino. La scuola troppo spesso non è
più a misura di
bambino. La tv, spesso non è a misura di bambino ...e così via. Non sono
solo i pazzi
criminali che ammazzano l'infanzia, c' e anche una mancanza di controllo
e di rispetto
dell'età dei più piccoli. Più che le parole servono i fatti.
Le leggi. La tutela effettiva».
«Perchè dentro quel pozzo d'inferno - conclude - non sono solo morti
due ragazzini
innocenti, ma anche la responsabilità di essere adulti».(ANSA).
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